La Fondazione Pompeo Mariani nasce nel marzo 1998.
Scopo della Fondazione è di valorizzare l'opera del pittore in Italia e nel mondo, attraverso eventi culturali e manifestazioni, mostre, cataloghi, etc. La Fondazione è in possesso di un ampio archivio storico/documentale delle opere e della vita del Maestro, nonché di opere del pittore e dei suoi contemporanei.
La Fondazione Pompeo Mariani possiede altresì un’ampio archivio riguardante il patrimonio storico-artistico di Bordighera (Imperia) a partire dalla seconda matà dell’Ottocento.


Altro obiettivo della Fondazione è di tutelare l’immagine del pittore e di debellare per quanto possibile la comparsa sul mercato di false sue opere. Infatti è in corso un’attenta e scrupolosa archiviazione delle opere autentiche del Maestro.

Nell’anno 2002 è stata allestita a Monza nel serrone della Villa Reale una grande antologica, comprendente ben 104 opere del Maestro dal titolo:
"Pompeo Mariani 1857 - 1927. Poesia della natura, fascino della mondanità", promossa dal Comune di Monza e dalla Fondazione Pompeo Mariani con relativo catalogo a cura di Marilisa Di Giovanni e Anna Ranzi con la collaborazione di Carlo Bagnasco, Cesare Colombo, Alberto Montrasio, edito da Silvana Editoriale (Arti grafiche Amilcare Pizzi S.p.A.). Nell’anno 2003 presso l’archivio di Stato di Firenze si è tenuta dal 24 Maggio al 24 Giugno 2003 una mostra dal titolo: "Cecconi, Mariani, Quadrone. Caccia e natura nella pittura Italiana dell’Ottocento".
In tale occasione sono stati presentati ben 29 dipinti del Maestro sul tema caccia e natura.

Catalogo a cura di Edizioni Pagliai Polistampa - Firenze.

Per ogni informazione riguardante le bibliografia sull'Artista, la Fondazione è a disposizione per dare tutte le delucidazioni al riguardo.

Nel corrente anno la Fondazione Pompeo Mariani festeggerà i suoi primi 12 anni di attività e sono previste, come sempre, conferenze e mostre sull’artista. Nel mese di novembre 2010 a Bordighera all’interno dell’atelier dell’artista, in concomitanza con la mostra di Genova: "Mediterraneo, da Corot a Monet a Matisse", curata da Marco Goldin saranno visibili alcuni capolavori di Pompeo Mariani, eseguiti tra il 1880 ed il 1886, nel periodo in cui Claude Monet venne a Bordighera; a dimostrazione che la sua pittura fu di chiara matrice impressionista, in anni non sospetti, e quindi non fu affatto un imitatore, come taluni critici hanno sostenuto, ma un continuatore ed uno sperimentatore in continua evoluzione di tale fenomeno pittorico. Non a caso Ugo Ojetti lo aveva definito: “Il grande Impressionista Lombardo”.

Doverosa a questo punto una riflessione.

Se in questi anni, non fosse stata cosi tanto osteggiata, nei suoi progetti e nel suo divenire, la Fondazione Pompeo Mariani avrebbe potuto fare e dare molto di più e creare specie nell’estremo ponente ligure un benessere più diffuso. Sebbene lo statuto privilegi, come naturale, la valorizzazione dell’artista, non ci siamo limitati, in questi anni, solo a questo.

Tanti e molteplici sono stati gli interventi finanziari atti a promuovere eventi culturali di ogni tipo, di grande o minore rilevanza, anche se talvolta la nostra benevolenza è stata mal risposta.
Non importa, fa parte del gioco, l’importante è proseguire il cammino intrapreso, che ha portato
ad ottimi risultati. Come si può vedere consultando il nostro sito, Villa Mariani, l’Atelier dell’Artista, il Parco, lo stesso Pittore stanno diventando e ritornando sempre più un’eccellenza non solo a livello Nazionale.

La riscoperta, se pur tardiva, di questa importante realtà, non potrà che produrre benefici, specie sul territorio; e far si che l’Artista, ci rivolgiamo ai suoi ammiratori, ed estimatori, collezionisti, che sempre hanno creduto in lui, nella sua Arte, abbia nuovamente quella meritata fama che ebbe in vita e venga presto annoverato tra i Grandi Autori della Pittura dell’800 a livello Internazionale, con i quali, in vita ebbe a confrontarsi e a primeggiare nelle grandi Esposizioni e Mostre di livello Nazionale e Mondiale.

Pur nelle diverse tematiche affrontate, più di una decina (Vedi catalogo Mostra 2002 – Silvana Editore), all’attento critico e fine osservatore, non può sfuggire il suo segno distintivo, la sua personalità, il suo stile non confondibile con altri artisti. Spesso in mostre collettive sulla pittura dell’800 ho sentito esclamare “Quello è Pompeo Mariani” anche da persone normali e non esperte.

Questa è la sua grandezza, la sua unicità e nel ringraziare sentitamente tutti, una provocazione: Pompeo Mariani il “Nostro Monet” e come ebbero a dire rispettivamente Ugo Ojetti ed Enrico Piceni “il Grande Impressionista Lombardo”, il “Toulouse Lautrec Italiano”.


In questi 12 anni di ricerche e di attività, possiamo dire, senza possibilità di smentita alcuna, sulla base della documentazione consultata che, nessun artista italiano o straniero della seconda metà dell’ottocento, ha il curriculum espositivo di Pompeo Mariani.

Sono ben 480 le mostre e le esposizioni a cui partecipò, in vita, ottenendo 14 medaglie d’oro e 9 medaglie d’argento in queste manifestazioni, di levatura mondiale. Spesso e volentieri i suoi quadri furono posti accanto a quelli di Boldini, Degas, Monet, Sargent, Sorolla, Zorn, Stevens, etc, e furono premiati.

Per ben 9 volte partecipò alla Biennale di Venezia, sin dalla prima Biennale del 1895. A Venezia aveva già esposto nel 1887, all’esposizione di Belle Arti, propedeutica alla futura Biennale. Nel 1885 espose a Parigi, nello stesso anno ad Anversa, nel 1886 a Liverpool, nel 1887 a Londra, nel 1888 , Vienna, Londra e Amburgo, nel 1889 a Monaco, Varsavia, Parigi, Amburgo, Budapest, Nel 1890 a New York, Trieste, Vienna, Londra, Nel 1891 a Roma Palermo e poi...,tante tante altre mostre ancora.